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Obsolescenza programmata dell’elettronica

Giovedì, 21 Aprile 2016 00:00
Pubblicato in Osservatorio tecnico

La tecnologia non è indistruttibile, anzi ha una vita media inferiore rispetto a quella attesa dal consumatore, ed è un fatto certo che oggi – rispetto a 20 anni fa - è maggiore il rischio di usura o di danneggiamento casuale. Quindi quando si verifica un danno non è scontato che sia dovuto a cause esterne, bisogna analizzare correttamente il bene e interpretare la natura del danno, considerando anche il fenomeno dell’obsolescenza programmata delle apparecchiature elettroniche.



Un recente studio tedesco, realizzato da un esperto in elettronica Stephan Schridde e da un professore della facoltà di Economia di Aalen, Christian Kleiss ha descritto in maniera chiara il fenomeno dell’obsolescenza programmata dell’elettronica. Partendo dai primi casi dimostrati negli anni 20 fino ad arrivare ai giorni nostri, i due studiosi hanno analizzato i dati sui consumi e sull’assistenza e su come sono cambiate le caratteristiche tecniche della maggior parte dei beni di largo consumo.

Questo studio ha avuto molta risonanza in Europa e richiama l’attenzione su due temi: uno di natura economica, sulla manipolazione dei consumi e sul fenomeno del cartello da parte delle aziende produttrici; l’altro tema è legato ai risvolti ecologici e ambientale dello smaltimento dei rifiuti generati.

Secondo questo studio, il produttore attua una precisa strategia di produzione, commercializzazione e assistenza per diminuire la vita media del bene eludendo i controlli di qualità sul prodotto stesso e mantenendo stabili le attese di performance da parte del potenziale acquirente. Questo è possibile per la maggior parte dei casi utilizzando dei materiali di qualità inferiore per alcuni componenti.

Tra gli elettrodomestici il caso più eclatante è quello della lavatrice la cui durata media di vita è scesa dai 12 anni del 1998 ai sei anni e mezzo attuali, e le cause sono dovute prevalentemente all’utilizzo, da parte del produttore, di materiali meno resistenti e più vulnerabili all’usura o ai danneggiamenti accidentali. Ad esempio la resistenza è prodotta con materiali più fragili e richiede una sostituzione più frequente. Oppure spesso capita che si rompa la maniglia esterna per aprire l’oblò e in quel caso non è possibile sostituire solo quel piccolo componente di plastica che consente l’apertura, ma l’unica soluzione è la sostituzione dell’intero oblò, con costi maggiori. Spesso poi vengono montati cuscinetti a sfera non correttamente calibrati al carico del tamburo, e che quindi sono più esposti all’usura perché durante i lavaggi devono sopportare sollecitazioni più alte rispetto alla loro capacità.

Alla luce di questi studi, considerando che la propensione al danno è maggiore, diventa fondamentale inquadrare correttamente la natura del danno.

Se si tratta di un danno che nasce dall’interno, il tecnico deve indirizzare il consumatore ad usufruire della garanzia del produttore o della manutenzione, qualora sia attiva; oppure se il guasto è causato da un evento esterno, come una sovratensione o un fulmine (casi cioè che le Compagnie di Assicurazione classificano come fenomeno elettrico), il tecnico deve indirizzare il consumatore a confrontarsi con il proprio assicuratore per l’apertura di un sinistro.

Se il produttore nella progettazione e nello sviluppo del prodotto può guidare il consumatore, anche il riparatore o un tecnico che visiona un guasto su queste apparecchiature ha un ruolo fondamentale nel processo, perché può influenzare la scelta di un nuovo acquisto o di una sostituzione.

Individuato il problema, un tecnico dovrebbe informare il consumatore della reperibilità (in termini di tempo e costo) del pezzo di ricambio e della disponibilità sul mercato di un bene nuovo equivalente (il prezzo e il tempo per averlo), nonchè conoscere gli eventuali progressi che la tecnologia, in termini di funzioni, ha fatto negli anni. Il mix di queste informazioni può accelerare la propensione all’acquisto di un nuovo bene, e questo vale soprattutto per l’elettronica di consumo: è più conveniente infatti riacquistare un bene nuovo piuttosto che aggiustarlo; non è invece la stessa cosa per l’elettronica a servizio di un fabbricato, i cui prezzi sono molto più alti.

In caso di un sinistro il perito che insieme al tecnico esperto ha valutato il danno, offrendo al danneggiato questo tipo di consulenza, dà di sicuro un servizio ad alto valore aggiunto; in quanto il consumatore spesso sa poco degli aspetti tecnici e degli sviluppi della tecnologia.

Letto 1528 volte Ultima modifica il Mercoledì, 08 Giugno 2016 16:28

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