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Previsioni stagionali secondo il CCMC

Venerdì, 13 Maggio 2016 00:00
Pubblicato in Osservatorio tecnico

Continua l’appuntamento con l’approfondimento sui cambiamenti climatici e sugli effetti che questi possono avere sul nostro Paese.

Abbiamo intervistato Stefano Materia, esperto in interazione tra clima e ciclo idrologico a scala globale e ruolo della superficie terrestre nelle previsioni stagionali presso il CMCC, il Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici.



Quali sono le previsioni stagionali, con particolare attenzione al fenomeno delle precipitazioni atmosferiche, che interesseranno il nostro paese?

Tra i vari centri previsionali mondiali, tra cui anche il nostro CMCC di Bologna, sta prendendo consistenza l’ipotesi di un inverno mite e con scarse precipitazioni, in particolare sul nord e sulle regioni centrali tirreniche. Il settore adriatico e il sud potrebbero essere maggiormente esposti alle correnti nord-orientali provenienti dall’est Europa (dove si prevedono temperature più fredde della norma) ed essere interessato da brevi ed intensi periodi freddi e perturbati.

La situazione potrebbe sbloccarsi nella seconda parte dell’inverno, ma le incertezze sono molto alte e per ora è meglio non sbilanciarsi.

Qual è il grado di attendibilità delle previsioni stagionali?

La previsione stagionale non è una previsione del tempo: non fornisce un’indicazione puntuale e precisa, ma una tendenza media su un arco temporale di almeno 2-3 mesi. A livello globale, l’attendibilità delle previsioni stagionali è diversa da regione a regione, ed il Mediterraneo non è tra le più fortunate, in quanto il suo clima è determinato dalla combinazione di diversi fattori che spesso non forniscono una risposta univoca. In Italia poi, il territorio molto eterogeneo rende la previsione ancora più complessa.

Negli ultimi anni però, la comunità scientifica ha compiuto passi da gigante nella comprensione delle dinamiche che influenzano il clima ad alcuni mesi di distanza, sia studiando le relazioni climatiche nel passato, sia migliorando enormemente i modelli di simulazione.

Oggi, le previsioni stagionali hanno raggiunto un’attendibilità tale che, se correttamente interpretate, cominciano ad essere un valido strumento per la pianificazione di diverse attività, come l’agricoltura e il settore energetico.

Qual è il massimo temporale di una previsione? E che grado di attendibilità ha?

Nelle regioni equatoriali le previsioni hanno attendibilità superiore all’80% fino a sei mesi di distanza. Per il Mediterraneo, e in particolare per l’Italia, spingersi oltre i tre mesi è davvero un esercizio azzardato. Qui l’attendibilità è stimata intorno al 60-70% per la previsione delle temperature, mentre per la precipitazione la previsione è assai più complessa, perché brevi ma intensissimi episodi possono pesantemente influenzare la media di tre mesi (si veda il caso della Sardegna di alcune settimane fa).

Il CCMC (Centro Euro – Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) è un ente di ricerca no-profit nato nel 2005 con l’obiettivo principale di realizzare in Italia un Centro di eccellenza sullo studio integrato di temi riguardanti i cambiamenti climatici. Il CMCC rappresenta, a livello nazionale e internazionale, un punto di riferimento istituzionale per decisori pubblici, istituzioni, aziende pubbliche e private che hanno bisogno di supporto tecnico-scientifico.

Letto 1863 volte Ultima modifica il Mercoledì, 08 Giugno 2016 16:25

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