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Spazio agenzie: intervista ad Armando Bianchessi, agente Toro a Milano

Mercoledì, 04 Settembre 2013 00:00
Pubblicato in Protagonisti

Abbiamo intervistato Armando Bianchessi di Toro Assicurazioni la cui agenzia collabora con A&A dal 2009.

Ci descrive la sua agenzia? come è strutturata?

Armando Bianchessi: Ho iniziato questa attività nel 1971 con Toro Assicurazioni, era il primo di aprile,

sembrava un pesce, ma poi non lo è stato perché i risultati sono arrivati. Sono sempre stato agente monomandatario e ho sempre pensato che questa compagnia potesse darmi tutto il sostegno verso la clientela che negli anni avrei acquisito e così è stato. Oggi che il gruppo si trasforma in Generali, anche se il mio affetto a Toro rimane, credo che potrò dare un panorama maggiore di garanzie alla mia clientela. Abbiamo un portafoglio di circa 12 milioni di Euro suddiviso per un 25% nell’auto, un 50% nel ramo danni e un 25% vita. Una grossa percentuale della nostra clientela sono gli amministratori di stabili, è un po’ il core business di questa agenzia e siamo organizzati per seguire da vicino le loro esigenze. La filosofia dell’agenzia è sempre stata quella di dire ai clienti, “tu stai pure a casa noi veniamo da te emettendo le polizze, seguendo i sinistri e dando una consulenza a 360°”. Nell’agenzia di Milano abbiamo 9 collaboratori e 4 subagenti interni alla struttura; in un’altra agenzia a Rozzano, ci sono 2 dipendenti e 1 subagente e gestiamo un portafoglio prevalentemente auto che adesso con l’inserimento di qualche ulteriore subagente vorremmo rinforzare, espandendolo anche sugli altri rami.

Non lavoriamo con broker per cui il nostro portafoglio per il 90% circa è gestito, tranne quello che è seguito dai subagenti, direttamente dal sottoscritto e da mio figlio che mi affianca in questa attività da 14 anni.

Nei rami danni abbiamo una componente molto importante sulle globali fabbricati per cui A&A è presente con una grossa percentuale soprattutto quando arrivano le denunce che riguardano danni ad apparecchiature elettriche ed elettroniche. Sono abbastanza frequenti le denunce di sinistri per danni di questo tipo, e quindi il ruolo di A&A, come controllo e verifica, ha una posizione importante.

Parliamo del rapporto tra la sua agenzia e A&A: quali sono i vantaggi? quali le difficoltà?

AB: L’inserimento di A&A l’ho visto fin dall’inizio in modo positivo, ma devo fare una premessa. Ho sempre creduto che una parte dei danni elettrici e dei guasti denunciati ad apparecchiature elettroniche fosse poco chiara e che i danni non fossero sempre coperti da garanzia, ma non c’era possibilità di fare delle verifiche, per cui si pagava la fattura che il riparatore presentava. L’ingresso di A&A ha dato la possibilità di selezionare molto il risarcimento. Il furbo praticamente non c’è più perché dopo la denuncia esce subito il tecnico che fa tutte le verifiche del caso. Come tutte le cose ci sono i pro e i contro. All’inizio abbiamo avuto dei clienti che, non abituati a questo nuovo sistema, non hanno reagito positivamente al rifiuto di un risarcimento motivato dal fatto che il pezzo danneggiato non fosse disponibile per la verifica del perito, o che l’evento non fosse coperto dalla garanzia. Oggi l’onda è passata per cui c’è un po’ meno contenzioso. L’intervento è immediato ed è positivo perché si escludono le denunce “farlocche” e perché se fatto bene, è un bel servizio al cliente, al quale posso dire: “fammi la denuncia, ti mando un tecnico il quale ci dirà che cosa è successo e ti rimborseremo immediatamente il danno”.

Come valuta il servizio offerto da A&A? dove pensa si possa lavorare di più?

AB: Sulle tempistiche non penso si possa lavorare di più, perché alla denuncia del sinistro segue immediatamente o quasi l’uscita di A&A. Dove secondo me c’è più da lavorare, è sul fatto che il tecnico e il perito di A&A dovrebbero essere “meno rigidi” nel valutare il danneggiato: con un po’ più di attenzione e maggiori domande, dovrebbero provare a capire se il cliente non ha veramente il pezzo perché il fornitore o il riparatore non l’ha tenuto, o se fa il furbo e non vuole farlo controllare. Il perito dovrebbe essere un “analizzatore” del sinistro e verificare se si ha a che fare con una persona che ha denunciato il danno in maniera seria e concreta e capire con il cliente cosa è successo; se c’è furbizia o meno da parte del cliente che vuole il risarcimento e fornire un quadro completo di quello che è successo.

Non è facile capire se c’è buonafede …

AB: Le porto un esempio. Tra i miei clienti ho un medico di chiara fama che nel proprio studio ha diverse macchine laser. Si è rotta una macchina e avendo urgenza di farla ripartire, perché è indispensabile per il suo lavoro, il medico chiama subito un tecnico per la riparazione ma non gli dice di tenere il pezzo, non ci pensa minimamente che quel pezzo è indispensabile ai fini del risarcimento assicurativo. Nonostante successivamente cerchi di recuperare quel pezzo, che scopre dopo che è stato gettato dal riparatore, non può fornire al tecnico di A&A gli elementi per fare una valutazione. La relazione del perito di A&A esce con una riserva che il danno non si può liquidare perché non si è potuto constatare il danno.

Certo il fatto che sia un medico di chiara fama non è detto che debba essere necessariamente una brava persona. Ma magari una valutazione diversa si poteva fare.

Ritiene che l’elaborato peritale sia sufficientemente comprensibile ed esaustivo? Anche nei confronti dell’assicurato è chiaro?

AB: Esatto, non lascia spazio a contestazioni. “E’ stato visionato questo bene, il danno ha questa valutazione, c’è stata una scarica di un fulmine, il fulmine rientra in garanzia”. Questa è l’ipotesi A. Oppure l’ipotesi B: “E’ stato constatato il danno, concordo sul valore, ma la causa che lo ha generato non rientra in garanzia, quindi c’è riserva sulla risarcibilità del danno”. Il documento è chiaro al 100%, poi quel documento va a Torino, e noi comunichiamo l’esito al cliente. Le contestazioni nascono quando la clientela non conosce la procedura, lo abbiamo scritto a tutti i clienti che in caso di un danno bisogna conservare il pezzo e metterlo a disposizione del perito. Ma ancora deve andare a regime. Un po’ come tanti anni fa quando in autostrada si poteva circolare senza l’obbligo di mantenere una data velocità, si andava a 180 all’ora; poi a un certo punto è stato fissato il limite a 130, pena il ritiro della patente. I primi tempi i vigili erano flessibili, capitava che fino ai 150 non applicassero la sanzione. Adesso se guidi a 140 ti fermano e ti ritirano la patente.

Una considerazione sul settore assicurativo in generale?

AB: Sono convinto che un agente di assicurazioni oggi per essere presente sul mercato, vista la numerosità degli operatori che vi operano, broker, banche, poste, compagnie on line, può differenziarsi solo nella misura in cui offre un buon servizio al cliente, perché altrimenti il cliente non lo segue. Come agenzia cerchiamo di offrire al cliente il prodotto giusto e seguirlo nel momento del bisogno. Il momento del bisogno è il sinistro, io trovo che il sistema messo in pista da A&A che a pronta domanda è a disposizione del cliente per la verifica è sicuramente uno strumento positivo. Certo alcuni colleghi ritenevano che anche prima il sistema fosse rapido, perchè si mandava la denuncia, si pagava subito e il cliente era contento. Ma questo è come andare a rubare in Chiesa! E non trovo corretto che se c’è un ramo che produce premi per 100 generi sinistri per 110.

In termini di servizio direi che oggi A&A è lo strumento più veloce che noi come Toro, ovvero Generali, abbiamo a disposizione. Le altre compagnie so che in questi termini hanno il perito che prende l’incarico, chiama, esce, molte volte dopo un mese, altre dopo due. Sono tutte cose che oggi il cliente non sopporta più.

Come il cliente è puntuale nel pagare il premio, e noi lo pretendiamo, così è un suo diritto, in caso di un danno, avere una risposta rapida. E questo servizio con A&A riesco a darlo.

Letto 1353 volte Ultima modifica il Mercoledì, 08 Giugno 2016 16:27

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