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Il fotovoltaico in Italia, quanto è diffuso questo settore, come sta cambiando la tecnologia?

Giovedì, 17 Marzo 2016 00:00
Pubblicato in Tecnologia e servizi

Il fotovoltaico in Italia, quanto è diffuso questo settore, come sta cambiando la tecnologia? Le perizie su impianti fotovoltaici e pannelli solari termici costituiscono il 10% circa nella gestione quotidiana di A&A. Abbiamo quindi intervistato Davide Bartesaghi, giornalista fondatore e direttore delle riviste Solare Business, Solare B2B e Solare Termico, in quanto esperto in energie rinnovabili e, in particolare, profondo conoscitore del settore del fotovoltaico.



Come è cambiato il settore delle energie rinnovabili in Italia negli ultimi anni?

Davide Bartesaghi: In questi ultimi anni il fotovoltaico ha fatto passi da gigante ed è uscito da una nicchia per porsi come protagonista autorevole nel mercato energetico italiano.

Solo 5 anni fa, nel2008, le rinnovabili coprivano il 16,7% della produzione di energia elettrica in Italia; e di questa fetta i tre/quarti era coperta dall’idroelettrico. Nei primi 5 mesi del 2013 il peso delle rinnovabili è arrivato al 34%.

La crescita delle rinnovabili è stata un elemento virtuoso del sistema energetico italiano, anche se non sono mancati fenomeni discutibili e per certi versi negativi, come la crescita esponenziale degli incentivi al fotovoltaico che nel biennio 2010-2011 hanno portato a una sorta di bolla speculativa.

Ora che gli incentivi sono finiti si apre una nuova era per il fotovoltaico, che dovrà essere in grado di camminare sulle sue gambe. Molti studi nazionali e internazionali concordano sul fatto che l’Italia si trova ormai in grid parity, e quindi ci sono le condizioni perché questo mercato possa continuare a crescere.

Del resto si tratta di un fenomeno a livello mondiale. Cina, Stati Uniti e Giappone stanno puntando con decisione sull’energia solare, recuperando in fretta la distanza che li separa da Italia e Germania, i due paesi che sino ad ora hanno sviluppato la maggior potenza fotovoltaica installata.

Il presidente americano Barack Obama, presentando il Climate Action Plan, ha esposto obiettivi ambiziosi per il cambiamento del sistema energetico: nella visione del presidente, fotovoltaico ed eolico, rappresentano il futuro dell’energia a stelle e strisce, e dovranno alimentare oltre 6 milioni di case. Il traguardo è arrivare al 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020. Noi questo traguardo l’abbiamo già superato.

Quanto è diffuso oggi il fotovoltaico in Italia? DB: Il fotovoltaico è stato protagonista indiscusso della crescita delle rinnovabili: il fotovoltaico nel 2008 copriva solo lo 0,1% della produzione elettrica nazionale e nei primi 5 mesi del 2013 è arrivato al 7% (nel solo mese di maggio addirittura al 10,6%).

Oggi in Italia sono installati 540 mila impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva di 17.000 Mw. Questo fa dell’Italia il secondo paese al mondo (dopo la Germania) per potenza fotovoltaica installata.

Il 32% di questi impianti ha una potenza inferiore ai 3 kWh, sono cioè impianti residenziali, collocati sui tetti di abitazioni private. Se consideriamo il segmento che arriva a 20 kWp (siamo ancora nella taglia medio-piccola) questa percentuale arriva all’89%. Sono dati importanti perché dimostrano che la stragrande maggioranza di questi impianti è stata realizzata non con fini speculativi ma da privati o aziende che consumano direttamente l’energia prodotta. Si è configurata cioè quella rete che viene chiamata di “generazione distribuita” e che rappresenta un modello innovativo e virtuoso perché fa coincidere il punto di produzione dell’energia elettrica con il punto di consumo, evitando costosi sprechi nella trasmissione dell’energia sulla rete.

La crescita del fotovoltaico sta generando effetti positivi anche sul costo dell’energia elettrica: la produzione da solare infatti ha i suoi picchi proprio nelle fasce orarie in cui i prezzi dell’energia elettrica sono più alti. Si è generato così un effetto di peak shaving che sta portando a una riduzione generalizzata dei prezzi.

La tecnologia impiegata quanto è cambiata negli ultimi anni e come sarà in prospettiva? DB: La tecnologia impiegata per i moduli fotovoltaici è ancora quella degli anni scorsi che utilizza per la quasi totalità dei moduli il silicio cristallino e il film sottile. Però sono stati fatti grandi progressi in termini di efficienza: ora per produrre la stessa quantità di energia sono sufficienti moduli più piccoli. Questo significa la possibilità di installare più potenza a parità di spazio; oppure a parità di potenza significa fare impianti più piccoli e quindi meno costosi.

Basti pensare che sino a 4-5 anni fa il fotovoltaico aveva un costo finale di circa 5 mila euro al kWp e oggi questo costo si è più che dimezzato. Realizzare un impianto fotovoltaico sul tetto di un’abitazione costa meno di 7mila euro. Si tratta di una cifra più che proponibile, a fronte di importanti risparmi nella bolletta energetica.

La prossima frontiera è quella dei sistemi di storage che permettono di accumulare di giorno l’energia che poi potrà essere consumata dopo il tramonto. Sarà una vera rivoluzione perché aumenterà il livello di autoconsumo dell’energia fotovoltaica ottimizzando i benefici economici.

In Germania questi prodotti sono già commercializzati e addirittura il governo tedesco ha previsto degli incentivi per favorirne la diffusione. In Italia non è ancora chiaro il quadro normativo per cui i prodotti, pur essendo pronti, non sono ancora entrati in commercio.

Letto 1681 volte Ultima modifica il Mercoledì, 08 Giugno 2016 16:29

1 commento

  • Link al commento stefano
    stefano Posted 21.06.2016 in 09:51
    molto interessante per gli argomenti trattati. buon lavoro.
    stefano corbelli
    Rapporto

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